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parole e frasi utili in lingua greca

Parole utili, parolacce, insulti e curiosità in lingua greca

Il greco è una lingua indioeuropea con un alfabeto che viene erroneamente chiamato cirillico ma che in realtà è proprio un alfabeto greco (infatti per essere pignoli, l’alfabeto cirillico deriva dall’alfabeto greco antico) gli italiani assolutamente incomprensibile se non dopo mesi e mesi di faticoso studio, almeno per me…

Fortunatamente, tutti i greci quando parlano gesticolano come noi italiani perciò comprendersi non è un gran problema, almeno non per le necessità di base. Sicuramente possiamo scordarci i discorsi filosofici; per quelli eventualmente esiste l’inglese che tutti i greci parlano quasi a livello di lingua materna.

Il greco è una lingua tanto affascinante quanto complicata, almeno per noi italiani. Ecco alcune frasi che possono renderci la vita un po’ più semplice…

Personalmente, considero un gesto di grande rispetto conoscere almeno le parole locali più utilizzate per salutare e ringraziare qualcuno.

I greci considerano l’ospite sacro e apprezzano profondamente lo sforzo che gli stranieri fanno per avvicinarsi alla loro cultura.
In particolare, Egina è una piccola isola che conserva ancora intatte tradizioni, cultura e mentalità anche se ad un primo impatto (quello turistico) non si direbbe: d’estate si adatta completamente ai turisti che la raggiungono da tutte le parti del mondo ed è emozionante e commovente sentire persone di diversa nazionalità salutare e ringraziare in greco, segno di vicinanza e rispetto per chi ci accoglie a casa propria a braccia aperte.

Qui sotto ho riportato alcune parole, frasi utili e curiosità in lingua greca che ti divertiranno e ti spero ti possano essere utili.

Salutare in greco in modo formale

BUONGIORNO = καλημέρα
si pronuncia KALIMERA
Kalimera si usa praticamente sempre, anche di pomeriggio se c’è ancora luce. È come da noi che nelle sere d’estate vedendo ancora luce utilizziamo il buongiorno per salutare.

BUONASERA = καλησπέρα
si pronuncia KALISPERA
Si usa nelle prime ore della sera, dalle 19.00 in poi.

BUONA NOTTE = Καληνυχτα
si pronuncia KALINIHTA
Per augurare una buona notte, quando ci si ritira per andare a dormire.
Attenzione! La lettera “h” in greco ha un suono (diversamente che in italiano) e suona come la “j” in spagnolo.

Salutare in greco in modo informale

CIAO = γεια σου
si pronuncia IASU
E’ un saluto utilizzato tra amici ed è informale.

SALVE / CIAO come saluto formale verso persone anziane ad esempio è γειά σας e si pronuncia IASAS.

Dire “sì “e dire “no” in greco

SI = Ναί
si pronuncia NE

Proprio così, per dire “sì “in greco bisogna dire “ne”… non offendiamoci se invitiamo qualcuno fuori e ci risponde con un bel secco “NE!!”min realtà non vede l’ora di uscire con noi 😉

NO = όχι
si pronuncia OHI
Dire di no in greco per gli italiani (ma non solo) ha un suono decisamente insolito.
Anche qui la lettera H ha il suono simile alla J spagnola ma a molti italiani viene più semplice dire OKI.

Ringraziare e dire “prego” in greco

GRAZIE = ευχαριστώ
si pronuncia EFHARISTO’ (attenzione all’accento sulla O finale della parola che deve essere pronunciato) e come dire citta al posto di città.
Anche in questo caso la lettera “h” dovrebbe essere pronunciata come la J dello spagnolo. Per chi proprio non riesce a farlo, può dire semplicemente EFARISTO’ perchè comunque è una parola inequivocabile.

PREGO = Παρακαλώ
si pronuncia PARAKALO’ con l’accento sulla lettera O finale.

Chiedere “come stai?” in greco

COME STAI? τη κάνης ;
si pronuncia TI KANIS?
Il punto e virgola è il nostro punto di domanda.

Una parolaccia che sentirete spesso in Grecia è “malaka”

Un insulto molto utilizzato in Grecia anche in situazioni diametralmente opposte è MALAKA.

STR***O= μαλάκα
si pronuncia MALAKA

MALAKA è decisamente una parolaccia ma i greci (uomoni e donne indistintamente) la usano ovunque, come il prezzemolo. Si sente “malaka” per chiamare un amico, per scherzare o per insultare qualcuno in mezzo al traffico. Si sente spesso ad esempio qualcuno dire: “jasu malaka, ti kanis;” ovvero “ciao str**zo (inteso in modo amicale) come stai?”

MALAKA esiste naturalmente anche nella forma FEMMINILE ossia: μαλακισμένη
si pronuncia MALAKISMENI
È molto utilizzata anche per le donne (a differenza che in Italia) ma non provate ad usarla con qualche amica greca inquanto si tratta di una forma estremamente amicale che accettano come tale solo tra di loro.

Una parola italiana che è meglio non usare in presenza di greci…

In Grecia capita spesso di trovarsi di fronte ad un odore sgradevole dovuto magari dalla spazzattura non raccolta e fumante sotto il caldo cocente d’estate… ed ecco che a noi italiani viene naturale esclamare:” Oh mamma mia che puzza!”

In Grecia la parola “puzza” ha lo stesso suono di una parolaccia greca che tradotta in italiano sarebbe “ca**o”.
Quindi non preoccupatevi se i greci, al sentirvi dire: “che puzza!” vi guarderanno sorpresi cercando di trattenersi dalle risate… non ridono di voi ma del fatto che quasi tutti gli italiani in alcune situazioni suonano (loro malgrado) un po’ volgari :-D.

Alcune curiosità delle lingua greca

La lingua greca, a differenza di quella italiana, presenta delle declinazioni come nella lingua latina ad esempio. studiata. Le declinazioni definiscono il ruolo e la posizione che ha qualcosa o qualcuno all’interno di una frase scritta o parlata.
Per esempio:
1. Io bevo l’acqua. L’acqua è l’oggetto della mia azione.
2. L’acqua è calda. L’acqua è il soggetto della frase.

Leggendo semplicemente queste due frasi in italiano capiamo il ruolo che l’acqua ha all’interno della frase ma in molte lingue non è così, il ruolo lo si capisce dalla declinazione della parola. In greco è così.

Le declinazioni cambiano il suffisso delle parola a seconda che si tratti del soggetto o dell’oggetto della frase (solo per citarne due). Vi sarà capitato di sentire parlare di qualche uomo greco chiamandolo Nikos, Vlasis, Eios e via dicendo con questa “s” finale che suona un po’ spagnoleggiante. Questa “s” finale però ogni tanto sparisce.

In breve, la “s” finale del nome viene mantenuta quando si parla della persona che non è presente in quel momento (è l’oggetto delle conversazione) mentre quando parliamo direttamente alla persona o la chiamiamo per nome, quella “s” sparisce: “Iasu Niko!”, “Ciao Niko!” Queste sono le delcinazioni.


Ma perchè non farsi ancora più male?
I sostantivi nella lingua greca sono accompagnati sempre, o quasi, dall’articolo, perciò: o Nikos (Il Niko per intenderci) quando lo nominiamo in una conversazione con altre persone e lui non è presente, mentre quando parliamo con lui o lo chiamiamo usiamo solo il suo nome: Niko.

Nella frase riportata sopra: “ti kanis ;” e cioè “come stai ?” avrei forse notato un punto e virgola e magari avrei pensato si trattasse di un errore di battitura. E invece no 😉 quello è il punto di domanda scritto nella lingua greca.

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