Parole utili, parolacce, insulti e curiosità in lingua greca

30 Aprile 2022

Il greco è una lingua indioeuropea con un alfabeto che viene erroneamente chiamato cirillico ma che in realtà si chiama alfabeto greco. Per essere pignoli: l’alfabeto cirillico deriva dall’alfabeto greco antico e, per noi italiani, entrambi gli alfabeti sono abbastanza incomprensibili.

Fortunatamente i greci, come gli italiani, gesticolano mentre parlano perciò comprendersi non è un gran problema, almeno non per le necessità di base. Ad ogni modo, anche se ci troviamo nella terra dei grandi filosofi, i discorsi filosofici lasciamoli a chi il greco lo parla bene. Se proprio non riusciamo a farne a meno, proviamo con l’inglese ;).

Il greco è una lingua tanto affascinante quanto complicata, almeno per noi italiani.
Ecco alcune frasi che possono renderci la vita un pochino più semplice…

L’ospite è sacro

I greci considerano l’ospite sacro e apprezzano profondamente lo sforzo che gli stranieri fanno per avvicinarsi alla loro cultura. In particolare, Egina è una piccola isola che conserva ancora intatte tradizioni, cultura e mentalità anche se a un primo impatto (quello turistico) non si direbbe: d’estate si adatta completamente ai turisti che la raggiungono da tutte le parti del mondo ed è emozionante e quasi commovente sentire persone di diversa nazionalità salutare e ringraziare in greco, segno di vicinanza e rispetto per chi ci accoglie a casa propria a braccia aperte.

Orientarsi nell’articolo: parentesi e simboli utilizzati

Qui sotto ho riportato alcune parole, frasi utili e curiosità in lingua greca che ti divertiranno e spero possano essere utili. Tra queste parentesi / / ho scritto come gli italiani pronunciano la parola e NON la trascrizione fonetica ufficiale che richiede dei simboli e segni diacritici specifici (oltre a saperla leggere).

Salutare in greco in modo formale

BUONGIORNO = καλημέρα
si pronuncia / calimera /
Kalimera si usa praticamente sempre, anche di pomeriggio se c’è ancora luce. È come da noi che nelle sere d’estate vedendo ancora luce utilizziamo il buongiorno per salutare.

BUONASERA = καλησπέρα
si pronuncia / calispera /
Si usa nelle prime ore della sera, dalle 19.00 in poi.

BUONA NOTTE = Καληνυχτα
si pronuncia / calinihta /
Per augurare una buona notte, quando ci si ritira per andare a dormire.
Attenzione! La lettera “h” in greco ha un suono e suona come la “j” in spagnolo.
Gli italiani spesso tralasciano di pronunciare la lettera”h” poichè in lingua italiano essa è priva di suono ma viene inserita per cambiare il suono di altre lettere.

Salutare in greco moderno in modo informale

CIAO = γεια σου
si pronuncia / iasu /
E’ un saluto utilizzato tra amici ed è informale.

SALVE – CIAO come saluto formale verso persone anziane ad esempio è γειά σας e si pronuncia / iasas /.

Dire “sì “e dire “no” in greco

SI = Ναί
si pronuncia / ne /

Proprio così, per dire “sì “in greco bisogna dire “ne”… non offendiamoci se invitiamo qualcuno fuori e ci risponde con un bel secco “NE!!”min realtà non vede l’ora di uscire con noi 😉

NO = Οχι
si pronuncia / ohi /
Dire di no in greco per gli italiani (ma non solo) ha un suono decisamente insolito.
Anche qui la lettera H ha il suono simile alla J spagnola ma a molti italiani viene più semplice dire OKI.

Ringraziare e dire “prego” in greco

GRAZIE = ευχαριστώ
si pronuncia / efharistò / (attenzione all’accento sulla “o” finale della parola che deve essere pronunciato) e come dire citta al posto di città.
Anche in questo caso la lettera “h” dovrebbe essere pronunciata come la J dello spagnolo. Per chi proprio non riesce a farlo, può dire semplicemente / efaristò / perchè comunque è una parola inequivocabile.

PREGO = Παρακαλώ
si pronuncia / paracalò / con l’accento sulla lettera O finale.

Chiedere <<come stai?>> in greco

COME STAI? τη κάνης ;
si pronuncia / ti canis?/
Il punto e virgola (;) è di fatto un punto di domanda.

Attenzione !! la stessa pronuncia / ti canis? / vuol dire anche Cosa fai? ma la parola in greco è scritta in modo diverso.

Confrontate le due scritture in greco:
τη κάνης; – Come Stai? / Ti canis? /
τι κάνεις; – Cosa fai? / Ti canis? /

Una parolaccia che sentirete spesso in Grecia è “Malaka”

Un insulto molto utilizzato in Grecia anche in situazioni diametralmente opposte è MALAKA.

STR***O= μαλάκα
si pronuncia / malaca /

MALAKA è decisamente una parolaccia ma i greci (uomoni e donne indistintamente) la usano ovunque, come il prezzemolo. Si sente “malaka” per chiamare un amico, per scherzare o per insultare qualcuno in mezzo al traffico. Si sente spesso ad esempio qualcuno dire: “jasu malaka, ti kanis;” ovvero “ciao str**zo (inteso in modo amicale) come stai?”

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L’aggettivo malaka esiste naturalmente anche nella forma FEMMINILE ossia: μαλακισμένη
si pronuncia / malachismeni /.
È molto utilizzata anche per le donne (a differenza che in Italia) ma non provate ad usarla con qualche amica greca perchè si tratta di una forma estremamente amicale che accettano come tale solo tra di loro.

Dalla parola Malaka, si può comprendere il significato della parola MALAKIA / malakia / e μαλακίες
/ malakie / ovvero stron**ta e stron**te o anche ca**ate, come del resto in italiano.
Sto molto attenta a non dire “malakie” in greco ma purtroppo quando si impara una lingua nuova e così diversa da quelle romanze, è quasi inevitabile :D.

Una parola italiana che è meglio non usare in presenza di un greco …

In Grecia capita spesso di trovarsi di fronte ad un odore sgradevole dovuto magari dalla spazzattura non raccolta e fumante sotto il caldo cocente d’estate… ed ecco che a noi italiani viene naturale esclamare: << Oh mamma mia che puzza!>>.

In Grecia la parola πυτζα che si pronuncia / puzza / ha lo stesso suono di una parolaccia greca che tradotta in italiano sarebbe “ca**o”.
Quindi non preoccupatevi se i greci, al sentirvi dire: <<che puzza!>> vi guarderanno sorpresi e forse anche un po’ imbarazzati, cercando di trattenersi dalle risate… non ridono di voi ma del fatto che quasi tutti gli italiani in alcune situazioni suonano (loro malgrado) un po’ volgari :D.

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Alcune curiosità delle lingua greca

La lingua greca, a differenza di quella italiana, presenta delle declinazioni come nella lingua latina ad esempio. Le declinazioni di sostantivi e aggettivi definiscono il ruolo e la posizione che la parola possiede all’interno di una frase scritta o parlata.
Per esempio:
1. Io bevo l’acqua >> L’acqua è l’oggetto della mia azione.
2. L’acqua è calda >> L’acqua è il soggetto della frase.

Leggendo queste due frasi scritte in italiano, da subito capiamo il ruolo che l’acqua ha all’interno della frase, ossia se è l’oggetto dell’azione come nella frase numero 1 o in soggetto, come nella frase numero 2. In altre lingue, specialmente quelle slave e in greco, non funziona così. In queste lingue il ruolo della parola (sostantivo o aggettivo) è definito dalla decinazione della parola.

Le declinazioni cambiano il suffisso delle parola a seconda che si tratti del soggetto o dell’oggetto della frase (solo per citarne due). Forse in Grecia vi sarà capitato di sentire chiamare una persona o Nikos, o Vlasis, o Eios e via dicendo con questa “s” finale che suona un po’ spagnoleggiante.
Questa “s” finale però ogni tanto sparisce…

In breve, la “s” finale del nome viene mantenuta quando si parla della persona che non è presente in quel momento (è l’oggetto delle conversazione) mentre quando parliamo direttamente alla persona o la chiamiamo per nome, quella “s” sparisce: “Iasu Niko!”, “Ciao Niko!” e non “Iasu Nikos!”.
Queste sono le declinazioni spiegate in modo molto spicciolo.

Ma perchè non farsi ancora più male?

I sostantivi, nella lingua greca, sono accompagnati sempre (o quasi) dall’articolo: o Nikos (Il Niko per intenderci). O Nikos si utilizza quando lo nominiamo in una conversazione con altre persone e lui non è presente, mentre quando parliamo con lui o lo chiamiamo per nome usiamo solo il suo nome: Niko, senza l’articolo.

Il punto di domanda in Grecia

Nella frase riportata sopra: / ti kanis ; / e cioè “come stai ? ” avrei forse notato un punto e virgola e magari avrei pensato si trattasse di un errore di battitura. E invece no!… quello è il punto di domanda scritto nella lingua greca.

Commenti (5)

  • Ciao Ina,
    premetto che non sono un traduttore di lingua greca moderna ma ti scrivo come esprimerebbero quì ad Egina la tua frase.
    È da tener presente che le espressioni della lingua locale possono essere diverse dalla lingua standard: 🙂

    οπου και να είσαι, παντα θα είσαι μαζί μου…

    che in italiano si pronuncia cosi:

    / Opu ke na ise, pada tha ise mazi mu /

    !! Attenzione però:
    1. nella suono “tha” il th ha il suono che ha in inglese
    2. nel suono “mazi” , z ha il suono che ha in inglese oppure, se non conosci l’inglese, quella z ha il suono della lettera s nella parola Rosa come prununciata al nord Italia.

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