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Panagia Faneromeni, l'icona della Madonna rivelata a Egina

Panagia Faneromeni, la Vergine Maria rivelata

Panagia Faneromeni (Maria VergineRivelata) è una struttura su due livelli costruita nel XVII secolo dai Padri del monastero quando si recavano in città ad Egina per motivi di lavoro.

Panagia Faneromeni si trova a pochi metri dalla vecchia prigione ed è tutt’oggi gestito del convento delle suore di Egina.

Secondo la tradizione, la Vergine Maria rivelata.

La tradizione racconta che un Padre vide in sogno una donna vestita di nero che gli disse: “Perchè non venite a cercarmi?” Inizialmente, questo sogno fu preso come un qualsiasi altro sogno ma la donna apparve ancora al punto che in un sogno successivo ella disse: “Sono la Vergine Maria, sono seppellita qui sotto”.

I Padri allora iniziarono la ricerca ma non trovarono nulla.
Un giorno, mentre stavano lavorando, la zampa di un cavallo finì in un buco. Guardando all’interno del buco i Padri notarono che esso si estendeva in profondità e iniziarono a scavare scoprendo filamente un’icona della Vergine Maria con il bambino. I padri pensarono si trattasse della Vergina Maria apparsa in sogno ma in realtà scoprirono che la cava proseguiva in una sorta di catacomba, risalente ai primi anni del Cristianesimo Romano e simile a quella trovata a Milos, con un labirinto e ben illuminata utilizzata dai locali per fuggire agli attacchi dei pirati.

Cristo Crocefisso a Faneromeni

Quella fessura è oggi una finestrella che illumina una rappresentazione a dimensione umana del Critso Crocefisso, come si vede nella fotografia.

Pagania Faneromeni divenne così il secondo luogo di pelligrinaggio a Egina, dopo Crissoleontissa. I I due luoghi sono oggi consederati un unico luogo sacro.

Entrando nelle catacombe

Nelle catacombe si trovano due chiese cantecedenti la loro scoperta e riparate successivamente dai Padri. La prima, subito a destra all’entrata delle catacombe è dedicata a Santa Anastasia mentre proseguendo all’interno si trova poi la chiesa dedicata alla Vergine Maria.
Proseguendo ancora si scopre una maginica rappresentazione del Cristo crocefisso illuminato dalla fessura sul terrenno creata dalla zampa del cavallo.

L’icona sacra tagliata in tre

Icona tagliata in tre di Panagia Faneromeni

All’interno delle catacombe si trova un’icona dall’annunciazione della Vergina Maria, risalente al XVII secolo, che fu in passato tagliata in tre pezzi.

La tradizione narra che prima dell’occupazione dei tedeschi, un profano (sembra sia stato un’italiano) rubò l’icona e la tagliò in tre parti per poterla poi vendere. In quella occasione un monaco ebbe un sogno che gli indicò dell’accaduto e il profano fu arrestato.

Il tempio scoperchiato sopra le catacombe

Nel XVIV secolo i monaci decisero di costruire un tempio sopra le catacombe in onore della Vergine Maria. Anche se a prima vista una persona potrebbe pensare che il tempio sia stato distrutto, in realtà esso non fu mai coperto perchè dal progetto iniziale i monaci capirono che se lo avessero fatto il tempio sarebbe collassato sulle catacombe. Così, del progetto iniziale di un tempio che potesse accogliere centinaia di persone, rimane un tempio scoperto e in balia delle intemperie.
A tutt’oggi, dopo diversi accertamenti si sa che è possibile coprire la struttura e gli Egineti sono in attesa del lascia passare delle istituzioni locali.

Le catacombe durante la guerra

Durante la guerra, le catacombe di Panagia Faneromeni furono utilizzate come rifugio.
Gli abitanti di Egina trovarono riparo e conforto qui; ogni notte la strada di Faneromani era un fiume in piena di persone che pregavano.
La Vergine Maria e Santo Nektario protessero l’isola per la durata della guerra e, anche durante i bombardamenti, nessuno su ferito.

Il giardino di fronte l’entrate delle catacombe

Prorio davanti l’entrata alle catacombe si trova un giardino che un tempo era un cimitero. Dopo la l’occupazione tedesca, Panagia Faneromeni divenne un luogo di pelligrinaggio e gestione delle suore di Egina che trasferirono le ossa del vecchio cimitero a Santa Irene dove venne edificato un cenotafio. La targa su cui è inciso l’anno “1930” non si riferisce alla scoperta del cimitero ma appartiene a qualche vecchia tomba.

Il vigneto del Monastero

Di fronte Panagia Faneromeni si trova un’area coperta da alberi di pistacchio che un tempo era il vigneto del monastero. Gli alberi di spitacchio furono piantati nel 1950 in dono dal Vescovo Gerasimo di Chicago che ricevette aiuto, per un problema di salute, dalle suore di Egina.

Quando si celebra Panagia Faneromeni

La celebrazione di Panagia Faneromeni ha luogo due volte l’anno: il 25 marzo, il giorno dell’annunciazione e il 23 agosto per la morte della Vergine Maria.

Quando è visitabile Panagia Faneromeni

Il tempio e le catacombe di Panagia Faneromeni sino al mometno visitabili solo il sabato e la domenica. L’entrata è libera ma è vietato l’uso del flash del telefonino o della macchina fotografica.
All’interno c’è una guida e un piccolissimo negozio dove poter acquistare alcuni oggetti e icone sacre.

Galleria fotografica

Bibliografia

Holy Monastery of Panagia Chrysoleontissa, History and Miracles of the Holy Monastery. Aegina 2016

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